Orti Urbani di Via dei Soster a Guarda

Una destinazione dell’area poco felice.

Un’area verde ad uso pubblico, per la quale l’Amministrazione comunale ripetutamente affermava che non c’erano mai i fondi per attrezzarla con giochi di quartiere, diventa un’area ad uso esclusivamente privato. I costi di trasformazione in area ad uso orti urbani sono invece saltati fuori in abbondanza e ora sembra anche che i costi annuali sostenuti dal Comune siano almeno sette volte gli incassi derivanti dalle concessioni ai privati. L’area in questione è costituita da una superficie di circa 4400 mq e prima dell’attuale destinazione ad Orti Urbani ospitava, come detto, una preziosa e frequentata superficie a verde alberato.

Si trattava quindi di un’area a verde cui mancavano solamente alcune attrezzature da gioco per divenire un importante polmone verde utile alla diffusa urbanizzazione circostante, priva di aree di questo tipo.

Appare chiaro che una destinazione ad orto urbano in un contesto prevalentemente residenziale non risulta certamente un utilizzo ottimale.

Ci si chiede, quindi,

  • se nella scelta di destinare l’area ad orti urbani riservati esclusivamente ad un uso privato, l’Amministrazione abbia considerato le caratteristiche e dell’insediamento circostante l’area medesima e le ricadute su di esse, in particolare nella carenza di aree ad uso di verde pubblico attrezzato;
  • se nella scelta effettuata si siano considerati i flussi di auto che hanno evidente necessità di parcheggio, in quanto ora le auto dei numerosi ortolani (fino a 50 e provenienti dall’intero territorio comunale) vanno ad occupare quelli destinati ai residenti;
  • se nella nuova destinazione d’uso si siano considerati gli eventuali effetti negativi sulle residenze circostanti, che prima godevano di un’area verde frequentata da bambini e vicinanti ed ora è trasformata in una superficie destinata ad un uso agricolo intensivo esclusivamente privato!;
  • se non ci sia stata una mancanza colpevole dell’amministrazione nel non aver attrezzato l’area ad uso parco giochi di quartiere aperto al pubblico;
  • quali vincoli sull’area abbiano innescato la trasformazione della medesima ad uso orti urbani, relativamente a una possibile futura destinazione atta alla costruzione di un edificio pubblico come un asilo nido, o semplicemente al ritorno a un uso come verde pubblico attrezzato di quartiere, e se quest’ultima destinazione non sia invece auspicabile e realizzabile al più presto;
  • se precedentemente alla destinazione a orti urbani sia stata eseguita una ricerca preliminare di quanti avrebbero avuto le caratteristiche di reddito, di necessità e di volontà, per poter divenire assegnatari di un appezzamento.

E In particolare, con riferimento al regolamento di assegnazione,

  • a quanto siano ammontate le spese sostenute per la riconversione ad orti dell’area, e se queste abbiano restituito un’utilità generale, e particolare per gli assegnatari;
  • a quanto ammontano le spese di fornitura di servizi agli assegnatari, in termini di energia elettrica per l’irrigazione e di trasporto del compost presso l’area, e in quale misura queste siano compensate dal canone di concessione;
  • se si sono valutate le conseguenze delle modalità che vengono impiegate nel compostaggio di avanzi verdi e nello stoccaggio del compost;
  • se si sono considerate le conseguenze dell’eventuale uso di fertilizzanti chimici e organici in prossimità di edifici civili, e con ogni condizione atmosferica;
  • se siano rispettate le caratteristiche degli assegnatari relativamente al reddito e alle altre prescrizioni contenute nel Regolamento.
  • orti

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