SERGIO FAVOTTO, pittore monumentalista

Sergio Favotto

UNA MOSTRA E UNA SERATA PER CONOSCERLO DI PIÙ

Come spesso accade, “nemo propheta in patria”. A Sergio Favotto, artista conteso in ambito internazionale, impegnato nel restauro di famose opere d’arte in più continenti, è riservato il comune destino di essere semisconosciuto nella provincia in cui è nato e ha lavorato, dando la stura e consolidando le abilità che gli sono riconosciute di diritto nel mondo.

Abile pittore monumentalista, Sergio Favotto ha portato a termine impegnativi restauri, dalla volta della piccola chiesa storica di Ciano del Montello alla Basilica di Assisi, alla Cappella Sistina in Vaticano: una vita interamente dedicata all’Arte, con la lettera maiuscola, che assorbe da quarant’anni le sue migliori energie.

Finalmente Favotto “torna a casa” con una Mostra intitolata “Michelangiolismi”, che verrà inaugurata a Villa Onigo di Trevignano sabato 24 novembre prossimo alle ore 16.00, presenti le Autorità del Comune di Trevignano.

Sergio Favotto sarà poi a un “martedì in Villa” all’Auditorium di Falzé di Trevignano martedì 27 novembre alle ore 20.30, in una serata dedicata al tema “La Cappella Sistina”.

L’orario di apertura della Mostra a Villa Onigo sarà dalle 16.00 alle 19.00 nei giorni feriali, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 sabato e festivi.

Info: 348.5613748 – 0423.672842 – sergio@favotto.it – www.favotto.it

 

”” MICHELANGIOLISMI

“… Mi sembra che (Michelangelo) ignori il senso della dignità morale e della grazia… una forza rude, esteriore, meccanica…” scriveva Shelley all’amico Leigh Hunt nel 1819.

“… In nessun posto, forse, si può incontrare un simile vuoto in quanto a effetti morali…” scriveva inoltre Quatremère de Quincy sull’opera di Michelangelo nel 1835.

Nessuna moderazione nelle lodi e nella condanna per questo genio così imprevedibile e sopra le righe. Anche la sua esistenza quotidiana descriveva un personaggio schivo, che si arrabattava, in via dei Macelli a Roma, in uno studio caotico fra gli stracci e i resti di cibo d’infima qualità… pur essendo ricco a dismisura.

Contraddizioni di un poeta, disegnatore e scultore destinato a uccidere il Rinascimento e a generare l’Età Moderna dell’Arte assieme al suo erede ideale: Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Ebbene sono colpevole, nel mio piccolo, di attingere alla fonte del suo sapere, della sua infinita curiosità verso la macchina umana, delle contraddizioni tra finito e non-finito.

L’eco del suo fare arte pervade il mio disegnare, anche attraverso i cultori del suo ego immenso: lo stesso vale per il Raffaello delle Stanze Vaticane e i suoi seguaci, attraverso il Caravaggio, giù, giù fino a Rodin che ha sublimato il suo magico “non finito”.

La Mostra presenterà disegni, tele e opere che in vari periodi della mia attività hanno attinto al mondo michelangiolesco, dall’esposizione a New York del 1994 agli studi per la Basilica di S. Andrea della Valle a Roma, ai falsi d’autore realizzati con gli allievi, fino ad oggi.

“Michelangiolismi” nasce da un progetto suggerito dal giornalista Sergio Zanellato per uno dei suoi mitici martedì in Villa: mi è stata infatti da lui affidata la presentazione della Cappella Sistina, con le immagini originali tratte dai tre tomi “LA CAPPELLA SISTINA”, nella monumentale Edizioe dei Musei Vaticani “Scripta Maneant”.

Mi sorregge la solidità degli strumenti editoriali, ma ugualmente mi turba l’assoluta impossibilità di esprimere in un paio d’ore l’universo michelangiolesco in tutta la sua gioia e nella complessità dei riferimenti storici, biblici e biografici.

Come chiudere in un cestino l’immanenza di una montagna…

Sergio Favotto “””

Lascia un commento